sabato 16 novembre 2013

L'ultimo volo Cap.5


Capitolo Quinto
SWEET NOVEMBER
(parte terza)

Passarono una decina di giorni quando il solito Piek, che era legato a Monnie da un affetto fraterno, le aveva proposto di unirsi a lui in una scampagnata, a casa di uno di quei ragazzi che lei aveva conosciuto alla festa di Halloween, giusto per farla distrarla un po’, perché, per quanto lei non ne parlasse con nessuno, eccetto la solita Jovy, le si leggeva in viso che felice non era. Magari qualcuno poteva pensare fosse a causa della rottura della storia con Fabien, ma di lui non c’era mai stata traccia nel cuore di Monnie. Quella domenica mattina di metà Novembre il cielo era plumbeo e i raggi di sole facevano fatica a trapelare, la temperatura era insolitamente mite e gli occhi azzurri di Monnie erano avevano lo stesso color del cielo di Giugno, sereni e lucenti come sempre. In macchina con Piek c’erano altre due simpatiche ragazze, appena conosciute, con le quali avrebbe avrebbe trascorso una bella giornata. Così, non appena arrivarono, non appena Monnie uscì dalla macchina di Piek, il ritmo cardiaco era completamente impazzito e le sembrava di non riuscire più a parlare: che ci fosse anche Nik, lei non se lo era  neanche chiesto, ma la sua anima le stava confermando tutto l’opposto e da quel momento in poi, anche le sue speranze di essere trattata come “un’amica” cominciarono a trapelare nei suoi occhi, che improvvisamente iniziarono a brillare.
Non ancora consapevole della sua reazione, semmai ci fosse stata, Monnie, che era stata una delle prime ad entrare in quella casa in cui si sentiva già aria di festa, trovò Nik nei pressi dell’entrata. Come al suo solito, il giovane medico rimase con lo sguardo bloccato negli occhi di Monnie, a bocca aperta, con il cuore che gli batteva. Forte. Non fortissimo come per Monnie, ma il suo sillabare quando la salutò, le diede la certezza che indifferente non era. Ma perché quelle emozioni? Può solo l’imbarazzo di una storia di sesso che hai chiuso da mesi a far palpitare il cuore?  Quanti interrogativi aveva Monnie.
Nik la guardava, le girava accanto, la scrutava e intanto faceva finta che fosse una delle tante in quella situazione. Mentre camminava, parlava con altre, beveva e mangiava, la osservava e notava  i suoi sorrisi e la sua facile propensione ad essere dolcemente amichevole con tutti. Lui, nascosto dalle sue stesse emozioni, non faceva altro che puntare su quegli occhi azzurri, tanto che adesso era Monnie ad essere spiazzata: perché così tanti sguardi diretti ed inequivocabili? Quali messaggi erano veicolati? Intanto lui fuggiva, le stava lontano, ma Monnie non era interessata a rincorrerlo nuovamente, in fondo lei era emotivamente serena, seppur eccitata, e voleva sorridere al mondo e dimostrargli che, comunque, lei stesse bene, anche senza di lui! Era a suo agio in quell’ambiente, si muoveva tranquillamente, parlava e rideva con tutti, con Piek e soprattutto con una delle ragazze che erano venute in macchina con Piek, una certa JeiJei. Una ragazza tutto pepe, esuberante, amichevole, che era in quel giro di persona da qualche anno e conosceva bene quasi tutti, e anche il “suo” Nik. Proprio riguardo a stupidi commenti femminili sull’aspetto fisico di qualche ragazzo, JeiJei si lascò sfuggire un apprezzamento ammiccante nei confronti di Nik, intuendo Monnie che non le era indifferente. – Guarda, tra ci sono tanti ragazzi carini, tra cui Luk, ma in fondo, anche LUI non è male, anzi-  disse a Monnie nel momento in cui Nik passò davanti a loro e continuò – inoltre lui sembra più affidabile-. Nessuno, nessuno tranne loro due sapevano ciò che avevano passato. A quella battuta di JeiJei, Monnie rispose con un espressione di sufficienza: era abbastanza sufficiente non destare sospetti ma vivere tutto in silenzio, non per vergogna bensì per pudore e per non pubblicizzare quell’amore infranto, nella speranza che tale riservatezza l'avrebbe premiata. C’era anche Josep. E mentre parlavano , Nik da lontano puntava a loro, incuriosito, impaurito o chissà, Josep era invece propenso alle relazioni sociali e poi, aveva sempre la battuta pronta e metteva allegria. Monnie gli chiese anche di Lauren, vista questa nuova ed assidua frequentazione e lui rispose che lei sarebbe dovuta esserci ma che per alcune ragioni alla fine aveva optato di non venire alla scampagnata. Un altro tuffo al cuore per Monnie: se ci fosse stata la saccente vipera avrebbe trascorso tutto il tempo incollata a Nik da finta amica, e lei lo sapeva: li aveva visti quella sera della festa in maschera come lei lo comandava a bacchetta! Ebbene sì, Monnie era molto gelosa, in fondo,  non tanto se i due avessero o no avuto già un “qualcosa” tra loro, ma per il rapporto di intima complicità che lei non aveva più.

Quando a Marzo Nik e Monnie si conobbero, durante la festa del fidanzato di Jovy, entrambi furono colpiti da un sentimento indescrivibile, nel senso un sentimento non letteralmente indefinibile. Fin da subito, Monnie si sarebbe dovuta accorgere in quale mare sconfinato di problemi si stava per immergere! Eppure lui sembrava così interessato a lei sin dall’inizio di quella conscenza che le aveva fatto ben pensare. Addirittura, lui chiese di Monnie qualche giorno dopo a Jovy. Supposizioni, speranze, forse la sua era solo curiosità, quella  di aver conosciuto una ragazza molto perspicace, che in pochi secondi aveva già capito tutto di lui: solo dal nome e dal suo cognome Monnie era risalita alle sue origini paterne, così per intuizione logica,  visto che suo  padre era originario della sua stessa zona. Inoltre quella famosa sera del festino, Monnie aveva forse esagerato con il vino ed era particolarmente allegra, sicuramente meno introversa e seriosa di come poteva essere in realtà e quindi più propensa a relazionarsi, soprattutto con quel giovane dallo sguardo magnetico e dall’ aspetto da bravo ragazzo, che però, in realtà, le avrebbe spezzato il cuore. 
Chi l’avrebbe detto che l’amore avrebbe reso tutto più complicato? Ecco, adesso dov’era la complicità tra Nik e Monnie, quella sera del party della specializzazione di Monnie, a cui prese parte insieme a  Josep,  sconosciuti sino a 13 giorni prima? Quante volte avevano parlato e riso insieme, e soprattutto quante foto sono rimaste a Monnie, di quella sera, di quei suoi sorrisi a cui adesso lei non sapeva dare nome.

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